La nomina del Preposto non solleva il datore di lavoro dalle sue responsabilità: chiarimenti della Cassazione

Nel mondo della sicurezza sul lavoro, il preposto rappresenta una figura chiave: si tratta di una persona incaricata di sovrintendere l’attività lavorativa e garantire che vengano rispettate le disposizioni in materia di sicurezza e salute sul lavoro. Il suo ruolo è di fondamentale importanza perché è il primo riferimento operativo per i lavoratori e ha il compito di segnalare eventuali criticità al datore di lavoro.

Il datore di lavoro, invece, è il principale responsabile della sicurezza aziendale. Ha l’obbligo di valutare i rischi, predisporre le misure necessarie per eliminarli o ridurli, fornire formazione adeguata e dotare i lavoratori degli strumenti di protezione idonei. Spesso, per organizzare meglio la sicurezza nei luoghi di lavoro, affida specifici compiti a figure come il preposto o il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP).

Ma la nomina del preposto può esonerare il datore di lavoro dalle proprie responsabilità? La risposta della Cassazione è chiara: no.

Il caso: un infortunio e una sentenza esemplare

Recentemente, la Corte di Cassazione ha ribadito che la designazione di un preposto non basta a sollevare il datore di lavoro dai suoi obblighi in materia di sicurezza. Il caso esaminato riguardava un lavoratore edile che, mentre utilizzava un martello per fissare un cuneo, è stato colpito all’occhio sinistro da una scheggia, subendo un grave infortunio.

Dalle indagini è emerso che l’azienda non aveva indicato nel Piano Operativo di Sicurezza (POS) il rischio specifico della proiezione di schegge e, di conseguenza, non aveva fornito né una formazione adeguata né gli occhiali protettivi, dispositivi fondamentali per evitare incidenti di questo tipo.

Di fronte a questa mancanza, il datore di lavoro ha cercato di difendersi sostenendo che la gestione della sicurezza spettava al preposto, da lui regolarmente designato. Tuttavia, la Corte ha ribadito un principio fondamentale: anche in presenza di un preposto, il datore di lavoro rimane il primo responsabile della sicurezza in azienda. In questo caso, infatti, il rischio non era stato adeguatamente previsto e gestito a monte, nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), e questa carenza è stata considerata una responsabilità diretta del datore di lavoro.

Cosa insegna questa sentenza?

Questo pronunciamento è un monito importante per tutte le aziende: affidare la supervisione della sicurezza a un preposto non significa delegare completamente le proprie responsabilità. Il datore di lavoro deve assicurarsi che il DVR sia sempre aggiornato e che tutti i rischi vengano identificati, analizzati e mitigati con misure concrete.

Per aziende come BrunoSicura, specializzate in sicurezza sul lavoro, questa sentenza evidenzia ancora una volta l’importanza di una corretta gestione della prevenzione. La sicurezza non può essere lasciata al caso né delegata in modo superficiale: serve un approccio serio, strutturato e in linea con la normativa vigente per garantire la tutela di ogni lavoratore.